La carta è un elemento fondamentale dell’igiene quotidiana, ma raramente ci si sofferma a pensare a come venga prodotta. La realizzazione di carta tissue è un processo articolato, che richiede competenze tecniche, controllo qualità e un’elevata attenzione all’efficienza energetica e alla sostenibilità.
La materia prima: cellulosa vergine e fibre riciclate
Il processo produttivo ha inizio con la selezione della materia prima: cellulosa vergine proveniente da foreste certificate oppure fibre riciclate, recuperate da carta post-consumo o da scarti industriali. La composizione iniziale incide direttamente sulle proprietà della carta: la cellulosa offre una maggiore morbidezza e resistenza, mentre il materiale riciclato privilegia l’impatto ambientale ridotto.
Dallo spappolamento alla formazione del foglio
Le fibre selezionate vengono mescolate con acqua in grandi vasche per creare una sospensione. Questo impasto subisce uno spappolamento meccanico e un processo di raffinazione, che regola la lunghezza delle fibre e la loro capacità di legarsi tra loro. Successivamente, la sospensione viene trasferita su un nastro filtrante in movimento continuo: qui si forma il primo foglio di carta, grazie al drenaggio dell’acqua e alla pressione esercitata da rulli.
Pressatura, essiccazione e goffratura
Il foglio appena formato viene poi pressato per eliminare ulteriore umidità, quindi attraversa cilindri riscaldati che completano l’essiccazione. Una delle fasi più importanti è la goffratura, durante la quale il foglio viene inciso con disegni in rilievo. Questo passaggio non ha solo una funzione estetica: migliora la capacità assorbente e la resistenza della carta, rendendola più funzionale all’uso quotidiano.
Taglio e trasformazione
Una volta ottenuto il jumbo roll (la grande bobina madre), la carta viene tagliata e trasformata nei formati richiesti dal mercato: rotoli igienici, asciugamani piegati, tovaglioli, bobine industriali. Ogni tipologia richiede una lavorazione specifica, con standard rigorosi per garantire igiene, consistenza dimensionale e assenza di impurità.
Confezionamento e logistica
L’ultima fase riguarda il confezionamento, spesso automatizzato, in imballi protettivi e, dove possibile, sostenibili. In parallelo, i prodotti finiti vengono pallettizzati e organizzati per una distribuzione efficiente, con attenzione all’ottimizzazione degli spazi e alla riduzione dell’impatto ambientale lungo la filiera logistica.